Sorriso da star? Pro e Contro dello sbiancamento dei denti 01/19/06

Negli ultimi anni si è diffusa la moda dello sbiancamento dei denti, un po’ per poter sfoggiare un sorriso da divi del cinema e un po’ meno per vera necessità. ...


Negli ultimi anni si è diffusa la moda dello sbiancamento dei denti, un po’ per poter sfoggiare un sorriso da divi del cinema e un po’ meno per vera necessità.
Bisogna sapere che i denti in natura non sono di un bianco candido e soprattutto con gli anni tendono comunque ad ingiallire.
Le principali cause dell’ingiallimento sono:

  • l’assunzione frequente di cibi che contengono coloranti, come the, caffè e coca cola;
  • la nicotina;
  • la predisposizione alla formazione di tartaro;
  • l’assunzione di tetracicline (antibiotico ad ampio spettro che veniva utilizzato anni fa);
  • l’uso costante di collutorio a base di clorexidina.

Tecniche di sbiancamento a confronto

I dentisti hanno studiato diverse tecniche per praticare lo sbiancamento dei denti, ma nonostante l’effetto estetico tutti i sistemi di sbiancamento rendono i denti un po’ porosi, ciò significa che si aumenta il rischio di carie, a meno che il dente sbiancato non sia devitalizzato. Proprio a causa dell’aumento della porosità, lo sbiancamento non dovrebbe essere eseguito per più di 2 volte su uno stesso dente.

I principali metodi sono:

  • Dentifrici sbiancanti: si usano come normali dentifrici e agiscono solo sulle macchie superficiali dello smalto. Il vantaggio è il costo ridotto di questi prodotti. I risultati si iniziano a vedere dopo qualche settimana, ma dopo poco tempo i denti tornano del colore di partenza.
  • Bicarbonato da cucina: il classico ed economico metodo della nonna, ma va utilizzato con cautela per non far diventare i denti opachi e sensibili a caldo e freddo (al massimo ½ volte al mese).
  • Mascherine: questo procedimento può essere praticato a casa propria acquistando in farmacia delle mascherine universali, o dal dentista con mascherine personalizzate che vengono prodotte dal calco delle arcate dentali. Con i sistemi “fai da te” l’applicazione avviene con delle placche o strisce adesive preformate, quindi non corrispondenti alla forma dei denti di ciascun individuo. In entrambi i casi all’interno della mascherina si stende un gel sbiancate a base di perossido di carbamide e si applica sulle arcate. Questo metodo ha un’azione più prolungata rispetto ai dentifrici, ma anche in questo caso dopo qualche settimana i denti tendono a tornare del colore di partenza.
  • Laser: il dentista applica un gel a effetto sbiancante a base di perossido d’idrogeno, poi ne amplifica l’effetto esponendo i denti alla luce della lampada al plasma.Anche in questo caso il risultato non è duraturo.
  • Faccette di ceramica: questo sistema si utilizza per colore che hanno un serio problema di ingiallimento dei denti o nel caso in cui siano particolarmente rovinati. Consiste nella ricostruzione della parete esterna del dente con uno strato di ceramica. Le faccette hanno il vantaggio di mantenersi inalterate anche per 15 anni.

Il Dott. Andrea Runza (Medico dentista) suggerisce di intervenire con metodi di sbiancamento solo nel caso in cui ci sia un’evidente alterazione del colore dello smalto. Inoltre afferma che i pazienti devono essere informati dai propri dentisti delle possibili controindicazioni dei metodi di sbiancamento e devono sapere che l’effetto non è permanente.


Per cui diffidate da quei dentisti che vi suggeriscono di sottoporvi a questo tipo di trattamento senza che ne abbiate una reale esigenza, ne guadagnerebbero senz’altro più i loro portafogli che i vostri denti…


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