Le cicatrici: come curarle al meglio

0
124

Affrontiamo in breve questo argomento in quanto può essere utile conoscere il trattamento più idoneo ed evitare così complicanze fastidiose.

Prima di tutto diamo delle brevi definizioni per inquadrare l’argomento:

  • Cicatrizzazione: si intende l’insieme dei processi biologici che contribuiscono alla chiusura di una ferita
  • Cicatrici normotrofiche: caratterizzate da una successione normale delle fasi di riparazione; durante la fase di proliferazione la cicatrice appare rossastra e in rilievo. Questo processo dura generalmente da 6 mesi a 18 mesi e quindi dopo tale periodo avremo l’aspetto definitivo della cicatrice. La cicatrice nonostante generalmente si appiattisca e schiarisca rimane comunque visibile in quanto non assume le caratteristiche dell’epidermide circostante
  • Cicatrici ipertrofiche: sono cicatrici recenti che sono caratterizzate da margini cicatriziali in rilievo rispetto al resto del tessuto e hanno una consistenza maggiore. Questo avviene quando nella fase di proliferazione si ha un’eccessiva produzione di cellule. La consistenza di questa tipo di cicatrice è dura sebbene mantenga un minimo di elasticità.
  • Cicatrici cheloidee: è una cicatrice spessa, cordoniforme di consistenza dura di colore rosso o bianco. Crea un senso di tensione, costrizione, talvolta prurito e bruciore. La creazione di questa cicatrice patologica è dovuta all’eccessiva produzione di collagene. Vi possono essere poi presenti cicatrici “inestetiche” come ad esempio “cicatrici a scalino” in cui si presenta il bordo in rilievo rispetto al piano cutaneo o “cicatrici infossate” in cui la cicatrice è più in basso rispetto al piano.

Trattamento

I trattamenti più efficaci sono:

  1. L’applicazione immediata (primi giorni) di un bendaggio semi occlusivo, capace di mantenere sulla ferita un ambiente umido.
  2. Successivamente, una volta che la ferita è chiusa, si suggerisce l’applicazione di creme con funzione idratante associato ad un massaggio che permette ai diversi piani di tessuto di scorrere l’uno sull’altro ed evitare cosi la creazione di aderenze (circa 4 volte al giorno per 10 min circa).
  3. Per cicatrici cheloidi o ipertrofiche, quindi con spessore aumentato, sono utili applicazioni di pellicole di gel siliconico (in vendita in farmacia) che hanno dimostrato rendere la cicatrice più piatta e normalizzare la guarigione.

Vi sono altre strategie utilizzabili per migliorare la cicatrice ormai chiusa, come l’utilizzo di una tecnica chiamata vacuum terapia, caratterizzata da un’aspirazione, monitorata dall’operatore, del tessuto che determina uno scollamento dei piani (utile soprattutto per cicatrici infossate). Per tale scopo può essere utilizzata la siringa succhia-veleno (siringa negativa) che riesce a creare anch’essa un aspirazione del tessuto.

Un consiglio utile è evitare di esporre la cicatrice ai raggi solari se non ancora guarita completamente ( aspettate almeno sei mesi!). Questo per evitare un iperpigmentazione e che la cicatrici diventi più scura e più visibile.

A cura della dottoressa in fisioterapia Valentina Scalise, per chi desiderasse ulteriori informazioni può contattarla tramite email.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here