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Depressione post-parto: quando la maternità non è vissuta con gioia 11/08/11

La maternità è una fase saliente nella vita di una donna, perché non solo si abbandonano spensieratezza e infantilismi per aprirsi a nuove ed imponenti responsabilità, ma si realizza un ...


La maternità è una fase saliente nella vita di una donna, perché non solo si abbandonano spensieratezza e infantilismi per aprirsi a nuove ed imponenti responsabilità, ma si realizza un progetto di vita comune e si prende coscienza di un amore assoluto ed incondizionato. Pertanto, care amiche, è importante arrivare al parto in modo sereno, ma ancor più rilevante è affrontare la vita da neomamma con molta calma e gioia.


Tuttavia, la maternità non sempre si configura come un momento di totale esplosione di felicità: spesso si accompagna ad un stato di disagio psico-fisico che gli esperti hanno nominato depressione post-partum, proprio perché si manifesta a partire dal 3° o 4° giorno seguente la gravidanza. I sintomi, che nei casi più estremi possono condurre a gesti di pura follia, sono variegati: depressione, ansia, irritabilità, insonnia, disinteresse generale, inappetenza, confusione.
Ne può soffrire chiunque a prescindere dalla condizione sociale ed economica. L’attrice Brooke Shields ne ha sofferto in modo molto grave, e in seguito alla guarigione ne ha parlato pubblicamente scrivendo anche un libro sul suo difficile percorso.

Ma quali sono le cause?
Purtroppo, la medicina non ha saputo dare una spiegazione decisiva, però è certo che la componente psicologica sia molto rilevante, visto che a spaventare la neomamma è la vita dopo il parto: il nuovo ruolo di madre, la conciliazione lavoro-maternità-partner e il rapporto con se stessa generano in lei paure che le provocano una forma di trauma psicologico al punto tale da vivere la maternità con l’ossessione di avere accanto un intruso che ha inesorabilmente modificato in modo radicale la propria vita. Le cause di questo malessere possono, però, dipendere anche dal passato della neomamma: un complicato rapporto con i genitori, traumi infantili, adolescenza negata, violenze e abusi subiti. Ma in ogni caso una domanda è d’obbligo: come curare questa forma di depressione che viola una sana maternità?


Sicuramente è importante stabilire il grado di gravità dello stato depressivo: se sopra la media, sul piano farmacologico sono un valido aiuto gli antidepressivi, che purtroppo non possono essere conciliati con l’emozione dell’allattamento, e farmaci finalizzati al ripristino dell’equilibrio ormonale (sfalsato dalla gravidanza). Nei casi meno gravi, è importante evitare sostanze eccitanti (caffè, the, alcoolici), seguire una dieta bilanciata e stabilire un rapporto simbiotico con il bambino. Inoltre, per le neomamme depresse è importante non privarsi degli affetti: i contatti con gli amici e i familiari devono rimanere solidi e vivi, il rapporto con il partner deve rinforzarsi, mentre il rapporto con se stessa va ricostruito per gradi e in modo consapevole. Un valido aiuto può essere trovato presso i consultori familiari, che spesso organizzano gruppi di sostegno per neo-mamme. Condividere le proprie ansie con chi le vive allo stesso modo aiuta a non sentirsi sole e incomprese.
Tuttavia, non può mancare un monito per familiari, amici e partner perché la neomamma ha bisogno, come il bambino, di affetto e di supporto: va sostenuta nel suo percorso di madre (non si disdegna un aiuto nei lavori domestici!), ma anche come donna (il partner deve sempre esaltarne la femminilità!) e come persona (la disponibilità all’ascolto non le va negata!). Solo così la maternità potrà costituire per lei un momento di naturale cambiamento e, soprattutto, la proiezione vivente di un grande amore da condividere con tutti. Anche con se stessa.


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3 Responses to this article

 
giusy November 22, 2011 Reply

io l’ho avuta ed è davvero brutta. Però ho incontrato una dottoressa brava che mi ha saputo aiutare tanto. Ora amo mio figlio più di tutto. Grazie per questo articolo perchè tenete conto anche di chi soffre in silenzio per qualcosa che dovrebbe essere la più bella nella vita di una donna.

 
Alì November 29, 2011 Reply

Già, adesso se ne sente parlare più spesso, ma fin quando non ci si trova nella situazione è difficile capire come possa succedere. Io non ho avuto la vera e propria depressione ma ho comunque passato dei brutti momenti. Non dormivo, il nostro equilibrio familiare stravolto, non ero preparata. Poi ho iniziato a frequentare un consultorio e ho scoperto di non essere sola a sentirmi così ed è stato tutto più facile.

 
Annika December 13, 2011 Reply

Io non ho figli ma ne ho sentito parlare spesso. Credo che un tempo fosse meno sviluppato perchè si viveva più a contatto con i familiari e la donna era più aiutata materialmente e spicologicamente da sua madre o dalla suocera, sorelle… insomma dalle donne con cui viveva. Nell’ età moderna dove il nucleo familiare è più appartato la donna è soggetta a forti pressioni.

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