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Smartphone: l’oggetto che ci migliora la vita? 03/22/12

Il successo inarrestabile dei “telefoni intelligenti? coinvolge sempre più ogni settore della società. L’opinione pubblica si divide: chi pensa che questo dispositivo migliori la nostra vita e chi invece si ...


Il successo inarrestabile dei “telefoni intelligenti? coinvolge sempre più ogni settore della società. L’opinione pubblica si divide: chi pensa che questo dispositivo migliori la nostra vita e chi invece si scaglia contro perché crea dipendenza poiché chi lo utilizza tutto fa tranne che telefonare.
All’inizio i possessori di smartphone si limitavano ad essere soltanto gli imprenditori o gli appartenenti al ceto medio-alto, oggi la “smartphone mania? (complice anche il calo dei prezzi) è diffusa anche nei giovani e giovanissimi. Trovare qualcuno che possiede un “semplice? telefono cellulare, rappresenta quasi uno status symbol, ci si sente un po’ vintage. Lo smartphone può essere considerato come un computer portatile che rende certamente la vita più facile. A differenza di un normale telefono, oltre a telefonare e inviare sms permette di essere collegati ad internet ovunque ci troviamo. Inoltre le milioni di applicazioni presenti sui vari store on line (gran parte gratuite) abbracciano ogni ramo della società moderna: dai giochi alle curiosità su film e cartoni animati, dalla consultazione dei giornali alla prenotazione di treni e aerei fino a quelle pensate per facilitare la quotidianità dal trova parcheggio all’applicazione progettata per eliminare le code negli uffici pubblici.

Tutto ciò porta ad un vero trionfo tecnologico da un lato e all’abbandono delle nostre capacità critiche dall’altro. Come per ogni innovazione tecnologica se c’è un abuso i danni possono essere anche seri: il rischio di isolarsi non è una valutazione esagerata, poiché gli smartphone vedono nei social network il punto di forza. Il tripudio dei rapporti sociali mediati da una macchina.


Se si sceglie di avere uno smartphone allora si è coscienti del fatto che si può essere reperibili in ogni momento della giornata e in ogni luogo, poiché se il telefono non ha campo per ricevere telefonate o sms c’è sempre l’eventualità di inviare una mail e vedere la notifica sul display del proprio dispositivo.
Una delle innovazioni apportate dallo smartphone è quella che Roger Fidler ha definito “remediation?, ossia la convergenza di un medium all’interno di un altro medium. La possibilità di integrare all’interno di un dispositivo altri dispositivi. Nell’iPhone ad esempio troviamo: lettore mp3, cellulare, videocamera, fotocamera e computer (seppure nelle sue funzioni di base). Questo comporterà dunque meno ingombro e meno fili.
Alla luce di queste considerazioni sui pro e contro smartphone possiamo cercare di dare una risposta: è davvero necessario lo smartphone al giorno d’oggi? A mio parere la risposta è “no?, a meno che non abbiamo l’esigenza lavorativa di essere contattati ed essere reperibili in ogni momento. Inoltre per chi è sempre in movimento può essere un ottimo “segretario virtuale? per tenere sotto controllo mail e la situazione del proprio lavoro. Non risulta pertanto così impellente possedere uno smartphone per le altre categoria, adolescenti in primis. Non guasterebbe mettere un freno all’invasività e diminuire così la dipendenza tecnologica che viene creata da questi dispositivi.

di Daniele Trenca



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